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L'architettura

L'interno

La costruzione a forma di croce latina è in stile romanico-lombardo e misura metri 48 di lunghezza, metri 32 nel transetto, metri 16 nelle tre navate, metri 32 di altezza alla sommità della cupola e metri 52 alla sommità dei campanili. La decorazione dell'interno la si deve al Prof. Guglielmino della scuola del Reffo.

Il presbiterio chiuso da una balaustra lunga m. 54 ha una pavimentazione composta in mosaico granigliato, opera di artisti friulani e la balaustra stessa è ricca di colonnine di mosaici e motivi decorativi in bronzo in armonia perfetta con l'altare.

L'interno del Santuario - Clicca per ingrandire

L'altare in legno , collocato nel centro del presbiterio, dopo il rinnovamento liturgico del Vaticano II , è abbellito da otto figure di angeli che riproducono modelli del Beato Angelico e sono pure opera del Maggiorotti ( 1965).L'altar maggiore si erge monumentale sullo sfondo dell'abside ed in mezzo ad artistici candelabri di bronzo appare la statua della Madonna di Lourdes (opera dello scultore Aghemo).

I raffinati mosaici hanno una linea meravigliosa e il marmo massiccio (della Ditta Catella) conferisce all'insieme sontuosità e ricchezza. Il marmo dell'altar maggiore è in tutte le sfumature del Frabosa, Monte Civetta, Cipollino dorato.

L'altare in legno - Clicca per ingrandire L'altar maggiore - Clicca per ingrandire

La cattedra episcopale in legno, collocata in presbiterio, e i seggi dei ministri sono stati scolpiti dalla scuola professionale salesiana di San Benigno Canavese.

Pure il pulpito è degno di nota per la preziosità delle sculture e l'armonia della linea. È opera della ditta Jura e le sculture in quattro pannelli ( la Samaritana al pozzo – il Seminatore evangelico – la Missione degli Apostoli – la Guarigione del cieco nato) sono dello scultore prof. Capisano.

La cattedra episcopale - Clicca per ingrandire Il pulpito - Clicca per ingrandire

La zona absidale è percorsa da un'ampia galleria lungo la quale sono state poste le statue della cappella originaria, che rappresentano S. Rocco e S. Antonio.
Numerosi ex voto ornano la parete laterale destra della galleria, mentre dalla parte opposta dal 1944 sono conservate le spoglie di Mons. Carlo Bovero, fondatore del santuario (deceduto a soli 57 anni nel 1935) ed un tondo in bassorilievo raffigurante Mons. Augusto Richelmy.
Dalla galleria si accede alla Sacrestia in cui sono conservate due importanti reliquie: il Santo Rosario usato da Giovanni XXIII prima di morire (1968) ed un reliquiario d'argento che il Santo Curato d'Ars era solito portare con sé.

 

La grotta

La Grotta – fedele riproduzione di quella di Massabielle – è opera del Laboratorio Luisoni. Essa occupa tutto il braccio della crociera e presenta un bellissimo altarino in marmo fregiato da bronzi finemente lavorati. Ancora nella Grotta si trova incastonato un frammento della Grotta di Lourdes, che il card. Gamba ottenne dall' allora Vescovo di Lourdes Mons. Schoepfer.

La bellissima statua in marmo di Carrara che sta in alto sulla grotta è opera dello scultore Cerini, lo stesso che eseguì la statua collocata nel cortile del Santuario e che richiama quella dell'Incoronata di Lourdes.

La grotta - Clicca per ingrandire La Madonna all'interno della grotta - Clicca per ingrandire

Nel Santuario è situata un'unica cappella che s'affaccia sull'ultima campata della navata laterale destra ed è dedicata a santa Maria Bernardetta Soubirous . La cappella è a pianta quadrangolare con un angolo smussato in cui si apre una monofora che illumina il piccolo ambiente. La volta a ogiva è interamente affrescata così come le pareti. I muri perimetrali sono percorsi da un finto drappo su cui sono riprodotte le iniziali intrecciate M.B. . Al di sopra del drappo su una cornice che gira intorno alla piccola cappella, è dipinta la frase “Non ti prometto di renderti felice in questo mondo, ma nell'altro”.
Sull'altare, situato sulla parete sinistra, si appoggia il tabernacolo, riccamente decorato, che fa da cornice alla statua di Bernardetta. Più recentemente, ai lati del tabernacolo, sono state poste le statue di S. Padre Pio e S. Paolo I Eremita . Poco distante si trova una statua di S. Anna che accompagna la piccola Maria.

La cappella di S. Bernardetta - Clicca per ingrandire

Lungo tutta la parete del Santuario , compreso il presbiterio, si susseguono le trifore dei matronei con entro ben 59 figure di angeli, nove delle quali (quelle in fondo al presbiterio) eseguite verso il 1930 dal pittore Giuseppe Ughetti e le altre 50 sul presbiterio e nelle navate dal pittore Maggiorotti nel 1964.
Pure dello scultore Aghemo, su disegno del conte Ceppi, è la lampada votiva in bronzo «Pro pace» collocata sopra il presbiterio nel 1918.
La seconda lampada votiva, collocata in alto al centro della grotta, fu offerta dalla Presidenza della Gioventù Cattolica della Diocesi.

L'esterno

La facciata è davvero stupenda ed irripetibile, se si tien conto che tutto il lavoro sulla pietra fu fatto a mano e con una perizia di autentico artista.
I due torrioni della facciata, inquadrandone il corpo, le danno forza e snellezza come due ali protese per il volo.

Le campane

Sul torrione di sinistra sul fronte del Santuario è posto l'orologio a carillon, che scandisce le ore. Più su, sta il complesso di sei campane (in DO) fuse dalla Ditta Ottolina di Seregno: quattro delle quali benedette il 4 luglio 1926 dal Cardinale Gamba e collaudate dai maestri Pagella salesiano e da Mons. Rostagno; la quinta e la sesta (la maggiore è denominata « La Vittoria ») benedette il 12 settembre 1926, alla presenza dell'allora principe Umberto di Savoia e di innumerevoli autorità civili, militari e religiose a ricordo del 3° Alpini e di tutti i Caduti della prima guerra .
Il peso complessivo di queste campane è di 62 quintali. La più grande di esse fu dedicata alla memoria dei Caduti e del 3° Alpini. L'iniziativa della raccolta di residuati di guerra la si deve all'allora Col. Faracovi (poi generale) che per primo entrò in Trento liberata al comando del 3° Alpini.

La facciata del Santuario - Clicca per ingrandire

Sulla campana « La Vittoria », che misura metri 1,42 di diametro e pesa 20 quintali, sono incise queste parole: «Christus vincit - Christus regnat - Christus imperat» e «Di qui non si passa!» del 3° Alpini.
La seconda campana fu denominata « La Pastorale » a ricordo del Card. Gamba e porta il motto: «plebem voco, congrego clerum» con la figura di S. Giuseppe e lo stemma dell'Arcivescovo.
La terza fu battezzata: «L'elemosina» perché realizzata dalle offerte dei fedeli con su l'effigie di S. Carlo Borromeo (nome del Rettore) e la scritta: «Continua nos protectione custodi» (it. Custodiscici con una assidua protezione ).
La quarta fu battezzata: «L'Angelus» e fu donata dal comitato delle Patronesse. Riporta l'effigie dell'Immacolata circondata da testine d'angeli con il motto: «Io sono l'Immacolata Concezione».
La quinta fu battezzata: « La Francescana », dono della signora Francesca Alloatti Malvicini. Porta la figura di S. Francesco d'Assisi con su la data del VII centenario francescano ed il motto: «Vo' chiamando: pace! pace!».
La sesta ed ultima fu denominata: « La Pellegrina » con il motto: «Respice stellam, voca Mariam» (it. Guarda il cielo, invoca Maria ).
La poderosa struttura in metallo che regge questo concerto di campane del peso di 60 quintali fu costruito e collocato in sito dalla Ditta Filippi di Chiari (Brescia).
Particolare della primavera intorno al Santuario con le torri camapanarie - Clicca per ingrandire

L'Ospizio «Card. Richelmy» e l'Asilo «Maria Zappata»

Alla chiesa è collegato l'Ospizio Cardinale Richelmy con salone ed alloggi, che fungono da foresteria. L'ultimo lavoro aggiunto agli altri è l'Asilo «Maria Zappata», la cui direzione dal 1929 fu affidata alle Suore di Pinerolo fino al 1982. Attualmente le stanze dell'asilo fungono da foresteria nel periodo estivo.
Vista Sud-Est dell’Asilo Maria Zappata - Clicca per ingrandire Facciata Est dell'ospizio Cardinal Richelmy - Clicca per ingrandire
La «Casa missionaria» - «Fondazione Pugno»  
Facciate Est e Sud dlla casa missionaria - Clicca per ingrandire

Dall'altro lato del Santuario, su un ampio piazzale, sorge la Casa Missionaria inaugurata dal Cardinale Gamba nel 1926.

Il Santuario amministrò i locali in proprio fino al 1990, anno in cui, su richiesta del Card. Saldarini tutto lo stabile cosiddetto "Casa Missionaria" passò alle dirette dipendenze della Curia Torinese, che, dopo accurata ristrutturazione di tutti i locali, diede nuova denominazione alla Casa, e con il nuovo nome di «Fondazione Pugno» è stata adibita a casa di riposo per persone anziane.

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