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La devozione del Santuario |
| La devozione mariana |
Canto Ave Maria |
Ci è caro portare alla conoscenza di tutti la lode all'Immacolata del Selvaggio composta dal poeta Giuseppe Rosso nel 1914, che per innumerevoli gruppi di pellegrini espresse la profonda fede verso l'Immacolata della Lourdes delle Prealpi. |
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1. Di notte la squilla s'udiva chiamar
la valle tranquilla nel raggio lunar.
Ave, ave, ave Maria.
2. Selvaggio si desta pel dì che verrà
un' alba di festa su te sorgerà.
Ave...
3. La bianca Signora che a Lourdes apparì
un' altra dimora sull' Alpi vuol qui.
Ave...
4. Il cuor delle genti rispose a quel suon
in riva ai torrenti la dolce canzon.
Ave...
5. Le gerle han ripiene di sabbia laggiù
pei boschi su viene la pia gioventù.
Ave...
6. A mezzo la via Coazze e Giaven
fan dono a Maria del sacro terren.
Ave...
7. Di festa si scava, preghiera è lavor,
dà pietre la cava con lieto fragor.
Ave... |
8. Novello germoglio la chiesa spuntò
sul candido solio Maria si posò.
Ave...
9. Intorno ha dei monti la guardia fedel
d'aurore e tramonti corona nel ciel.
Ave...
10. Procedono al sole i suoi pellegrin
e va per l'aiuole l'Agnello divin.
Ave...
11. Al lume degli astri che stanno a veder
la notte son nastri di fiamme i sentier.
Ave...
12. Regina del monte, Signora del pian
sul nostro Piemonte distendi la man.
Ave...
13. La fonte segreta rivela quassù
che i cuor ci disseta nel Cuor di Gesù.
Ave...
14. Conforta risana dispensa i tesor
o bianca Sovrana raccogli chi muor.
Ave... |
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| Preghiere di Don Saroglia |
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O Madre di Gesù e Madre mia
accoglimi fra le Tue braccia
e sul Tuo Cuore.
Proteggimi come facesti con
Gesù Bambino, in esilio con Te
e donami la gioia di Gesù Risorto
che dopo tanto dolore per Lui
Ti fece nostra Mamma e Regina.
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Santissima Vergine Maria , Madre di Dio,
noi ci rifugiamo sotto il Tuo manto Celeste,
degnati di accoglierci, implorando per noi,
misericordia, aiuto e protezione.
Noi confidiamo, Madre Divina, nel Tuo aiuto
e prostrati devoti tuoi figli,
invochiamo per mezzo Tuo, grazie celesti.
Madre Rifugio nostro, ora pro nobis!
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O Vergine benedetta , Madre di Gesù e Madre nostra,
volgi il Tuo sguardo purissimo su tutti noi,
che il Tuo Gesù ha affidato a Te come figli.
La miseria dei nostri peccati ci ha resi
deformi nell' anima e nella vita.
Congiungi le Tue mani innocenti sul Tuo cuore
immacolato e supplica con noi e per noi
lo Spirito Santo, perché ci riempia
di quell' amore divino che purifica, illumina,
conforta, ci dà forza, consolazione e pace
per ritornare a vivere come veri figli di Dio.
Aiutaci a convertirci per diventare immagini
vive ed esemplari del Tuo Gesù davanti
a tutto il mondo.
Aiutaci ogni giorno ad accettare con serenità
e offrire con amore al Tuo Gesù quanto Egli
dispone per ognuno di noi, per le nostre
famiglie e per l' umanità.
Che il perfetto consenso d'amore, che ogni
giorno offristi Tu per la volontà di Dio,
diventi presente nella vita di ognuno di noi.
Madre Santa, che ci segui dal Cielo con
tutto il Tuo amore, prendici per mano
e facci salire a poco a poco dalle cose piccole
a quelle più grandi e dalle grandi a quelle eterne. Così sia.
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| La Bianca Madonna del Selvaggio |
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O chiuso in seno ai monti di Giaveno
piccolo santuario del Selvaggio,
tra l'olezzar sottil del nuovo fieno
nel festivo mattin di fin di maggio |
Così ti penseremo oltre i tramonti
di nuovi giorni che invochiam sereni.
Tu che sorridi e benedici ai monti,
che bianca regni fra i lor verdi seni: |
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salivamo a pregar sotto la pia
volta, dicendo ognun: Ave, Maria! |
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ridonane laggiù l'alta malìa
che invita ad esclamar: Ave, Maria! |
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Bianca Regina, siamo a Te venuti
prima d'abbadonar queste montagne:
ci partono dal cuor mesti saluti
al muto riecheggiar delle campane. |
Poi nelle notti, dopo la preghiera,
sognando, rivedrem la tua dimora,
vivremo in cuor la nuova primavera
che ci trarrà ver Te, preganti ancora. |
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Bianca Regina, di tal malinconia
offriamo il cuore a Te: Ave, Maria! |
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E con a fede che giammai s'oblìa,
reciteremo insiem l'Ave Maria! |
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Noi questo fior posiamo sull'altare
presso le rose sorte alle tue piante,
e questo fior ancor di là dal mare
coltiverem per le tue grotte sante. |
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E sul volar di tenue melodia,
noi canteremo in coro: Ave, Maria! |
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Natale Reviglio, agosto 1925 |
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Tratto dal libro "Mille volte grazie!" |
''«Le testimonianze di vita santa meritano di essere conservate e proposte per l'edificazione del popolo di Dio. Compito del postulatore è di raccogliere queste testimonianze di fama di santità manifestate da pastori e fedeli della Chiesa particolare di Torino». Così affermava il Card. Giovanni Saldarini nella mia nomina a postulatore diocesano delle cause dei Santi.
Per rispondere a questo compito
specifico ho accolto l'invito di amici e di beneficati da mons. Ugo Saroglia che chiedevano di manifestare la loro riconoscenza per il bene da lui ricevuto al Santuario del Selvaggio di Giaveno."
Queste sono le parole con cui don Sebastiano Galetto apre il libro intitolato "Mille volte grazie!" uscito in data luglio 2005 per ricordare la vita e le opere di Mons. Ugo Saroglia.
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Nella prefazione del libro Padre Vladimiro scrive:
''«Qui Maria cammina con noi » soleva dire don Saroglia, e questa frase che mi è rimasta impressa penso riassuma bene il senso della sua vita e della sua missione, il senso di ciò che ha qui realizzato...
...Come Maria alle nozze di Cana, don Saroglia sapeva capire le difficoltà delle persone prima ancora che chiedessero aiuto, possedeva la sensibilità di vedere con gli occhi del cuore i problemi che ciascuno si porta dentro. E poi egli dava alle persone la fiducia e la speranza che il male si può vincere, così come fece la Donna dell'Apocalisse quando schiacciò la testa del drago sotto i suoi piedi. Egli ha fatto conoscere, attraverso la Parola, la Verità di Cristo, possibile da realizzare nella vita quotidiana in modo semplice e costante, seguendo sempre l'esempio di Maria che ascoltava, meditava e metteva in pratica ciò che aveva udito. Anche la sua morte, passaggio silenzioso e sereno, è stata una testimonianza di questo stile mariano che lo contraddistinse fino alla fine.
Quando nel 1998 il Cardinale Saldarini prospettò la possibilità che in futuro il Santuario potesse venire affidato ai Padri Paolini egli, pur consapevole del ruolo importante che vi rivestiva, si disse pronto a farsi da parte immediatamente per lasciarmi il posto di Rettore. Rimasi profondamente colpito dalla sua sincera disponibilità e riconobbi in lui l'umiltà di chi si sente servo di Dio e nulla di più. Ecco, per me che alla sua morte sono diventato suo successore pur non sentendomene degno, il desiderio più grande è di poter continuare sulla strada da lui tracciata, non certo per tentare di imitarne la persona con forzature improponibili, ma per apprendere io pure quel suo stile materno. Vorrei trasmettere la gioia di appartenere a Cristo, far sperimentare la libertà che proviamo quando camminiamo con Lui; insieme ai miei confratelli creare un clima di accoglienza e di apertura affinchè
chi accorre al Santuario si possa sentire a suo agio come nella casa della madre, nessuno mai rifiutato, nessuno mai giudicato. Vorrei poter trasmettere la consapevolezza che stando nella parte del Signore siamo sempre vincitori: «Fate quello che Egli vi dirà e non rimarrete delusi». Con l'aiuto del Signore vorrei fare del Santuario una casa di accoglienza, di serenità e di misericordia, ed elargire a piene mani quel perdono che guarisce le ferite, le paure, i dubbi e le insicurezze. Questo è quanto desidero e mi auguro, sincramente con tutto il cuore. |
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Maria, il paradiso ritrovato
dalle omelie mariane di don Ugo Saroglia
All’inizio luglio 2007 è stato pubblicato il libro “Maria, il paradiso ritrovato” che contiene dei frammenti delle omelie mariane di mons. Ugo Saroglia. È stato pubblicato nel 9° anniversario della sua morte come ricordo di un prete veramente straordinario ed anche come un dono a tutti che vorrebbero ancora oggi “sentire” le sue prediche ed imparare come si ama e come si parla di Maria Santissima.
Come l’invito alla lettura di questo libro riportiamo le parole di Mons. Guido Fiandino, vescovo ausiliare di Torino e padre Vladimiro Robak, rettore del Santuario di Selvaggio.
Un invito alla lettura
“Quando don Saroglia predicava mi sembrava sempre che parlasse a me o che parlasse di me”. Era il ritornello di tanti che accorrevano al Selvaggio e lo ascoltavano.
Le omelie riportate in questa raccolta hanno ancora oggi il potere di toccare il nostro cuore. Rimandano a un cuore innamorato, che trabocca, un cuore innamorato di Dio, di Gesù, della Madonna, di Lourdes… Ma anche innamorato delle persone che accorrevano al Selvaggio, certamente per incontrare la Madonna, ma anche per incontrare lui, don Saroglia. (…)
Alcuni temi ritornano con particolare insistenza: la bellezza, la grandezza e l’umiltà di Maria, il fascino di Lourdes, la centralità dell’amore, la preoccupazione per la famiglia, l’attenzione ai giovani, il compito della donna, l’importanza della preghiera. (…)
Ora, che lo crediamo con gioia grande nella luce di Dio, ci piace pensarlo in dialogo perenne con quel Dio che ha così appassionatamente amato e annunciato, e con Maria che egli ha aiutato tanti ad amare e ad accogliere come “mamma”.
L’augurio che è certezza, è che queste sue omelie le sentiamo davvero dette, col cuore, a ciascuno di noi e da ciascuno di noi accolte, col cuore.
+ Guido Fiandino
Vicario Generale e Vescovo Ausiliare di Torino
Le pagine di questo volumetto, carissimi lettori, nascono dalle parole piene di amore e saggezza che don Saroglia, per tanti anni rettore del Santuario del Selvaggio, rivolgeva a noi ascoltatori abituali o occasionali nelle diverse celebrazioni eucaristiche mariane.
Ogni frase delle sue omelie, in tali occasioni, lascia trasparire il legame privilegiato che egli viveva con Maria, nella profondità del suo cuore e nel suo vivere quotidiano. (…)
Purtroppo abbiamo potuto spigolare solo nelle omelie registrate dai fedeli negli ultimi anni della sua vita. Abbiamo tracciato degli itinerari di meditazione, spunti per delle riflessioni, abbiamo raccolto degli episodi che potremo raccontare ai nostri bambini e nipoti, anche se – a dire il vero – piacciono e servono soprattutto a noi grandi. (…)
Con don Saroglia diciamo:”Dove c’è Maria c’è Cristo e, dove è presente Cristo c’è anche Maria.” Non dimentichiamolo!
Questo – il Santuario del Selvaggio – è un luogo straordinario perché qui “Maria cammina in mezzo a noi – come soleva dire Don Saroglia – e le forze del male vengono sempre disperse.” Venite; non stancatevi di venire!
Padre Vladimiro Robak
Rettore del Santuario del Selvaggio
NB.
Libro "Maria, il paradiso ritrovato" si può acquistare presso il negozio degli Oggetti Religiosi a fianco della chiesa.
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