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Ordine di San Paolo Primo Eremita
(Padri Paolini o Monaci Paolini)
(Ordo Sancti Pauli Primi Eremitae) |
L’Ordine di San Paolo Primo Eremita basato sulla regola eremitica, venne fondato in Ungheria nel XIII secolo. Il fondatore dell’Ordine, il Beato Eusebio, canonico di Esztergom, raccolse in un’unica comunità gli eremiti che vivevano nei territori dell’odierna Ungheria e dell’ex-Jugoslavia. La loro vita monastica si basava sulla regola di Sant’Agostino.
Il nome dell’Ordine dei Paolini deriva dal nome di San Paolo Eremita di Tebe, scelto come patriarca dei Monaci Paolini, vissuto in Egitto negli anni 228-341, che fu solennemente riconosciuto dalla Chiesa come “primo eremita”, durante la canonizzazione che ebbe luogo nel 491 a Roma sotto il Pontefice Gelasio I.
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Basando sul racconto della sua vita, tramandata da San Girolamo, nello stemma dei Paolini si trovano una palma da datteri con due leoni sotto e sulla cima un corvo che tiene nel becco una pagnotta di pane. Nel 1341 i Paolini adottarono il colore bianco negli abiti. |
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Nella seconda metà del secolo XIV vennero introdotti in Polonia dal principe Ladislao di Opole, della dinastia dei Piasti, che fu plenipotenziario del re Luigi l’Ungherese. Il primo convento paolino in Polonia fu fondato su Jasna Gora (Monte Chiaro) di Czestochowa, per proteggere il Quadro Miracoloso della Madonna Nera, portato dalla Russia nel 1382.
L’Ordine dei Paolini raggiunse il culmine del suo sviluppo nel XVI secolo, ma la sconfitta dell’esercito ungherese a Mohacz nel 1526 portò enormi distruzioni. I turchi fecero abbattere decine di conventi, bruciarono archivi e biblioteche, i monaci morirono da martiri. La Riforma completò il resto.
La ricostruzione dell’Ordine è legata alla modifica del suo carattere che da contemplativo-eremita diventa contemplativo-apostolico. La provincia polacca con il suo principale Santuario di Jasna Gora divenne uno dei centri piú forti dell’attivitá paolina ed anche la casa madre di tutto l’Ordine. Nella spiritualità dei Paolini un posto tutto particolare occupa la devozione alla Madre di Dio, la Madonna Santissima, perciò sono anche chiamati “un ordine mariano”.
Oggi i religiosi dell’Ordine di San Paolo Primo Eremita compiono la loro missione soprattutto in Polonia con 15 monasteri, ma sono anche presenti in Bielorussia, Croazia, Francia, Germania, Italia, Lettonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ucraina, Ungheria, Camerun, Australia, negli Stati Uniti d’America e nella Repubblica sudafricana.
In Italia i Paolini sono presenti, oltre nella casa della Procura Generale presso la Santa Sede a Roma, nei santuari mariani: a Ravenna (Santuario della Madonna Greca), a Selvaggio di Giaveno (Santuario N.S. di Lourdes), a Genova–Acquasanta (Santuario N.S. dell’Acquasanta); e ultimamente anche nella parrocchia dei Santi Urbano e Lorenzo a Prima Porta a Roma.
Collegamenti Internet:
www.paulini.pl
www.jasnagora.pl
www.jasnagora.com |
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San Paolo Primo Eremita
(15 Gennaio)
(Confessore del IV secolo) |
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La figura di questo San Paolo è sicuramente storica, ma non sono poche le difficoltà che gli studiosi incontrano per ricostruirne con sicurezza la vita, una vita davvero eccezionale, secondo le narrazioni che ce la tramandano.
E la vita di San Paolo ci viene raccontata dallo stesso San Girolamo, il quale la scrisse a distanza di pochi decenni dai fatti narrati, ma quando già le vicende del protagonista erano immerse in un’aura di favola. Si sa infatti che il patriarca degli anacoreti, cioè dei solitari orientali, sia stato Sant’Antonio Abate. Ma il celebre abate egiziano sarebbe stato preceduto, anche se di poco, da San Paolo, che viene perciò distinto e onorato come “primo eremita”. Lo stesso Sant’Antonio sarebbe stato sorpreso nello scoprire l’esistenza di quel suo predecessore, che gli sarebbe stata rivelata in sogno. E, benché novantenne, si affrettò a ricercare il misterioso solitario, per rendergli omaggio. Lo trovò, seguendo certe indicazioni degli animali del deserto, rintanato in una profonda caverna, nascosta da un lastrone di pietra e ombreggiata da una palma, al piedi della quale sgorgava una chiara fonte. Un corvo provvedeva al cibo, portandogli ogni giorno una pagnotta di pane nel becco. |
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Commovente fu l’incontro tra i due vecchissimi eremiti, che si abbracciarono piangenti. E dalla stessa voce di Paolo, Antonio avrebbe conosciuto la storia della sua incredibile vita.
Paolo – dice San Girolamo – era nato nel 228 da ricchi genitori, nella bassa Tebaide, in Egitto. Dopo una fanciullezza innocente e devota, restato orfano ed erede di un ricco patrimonio, il giovanotto cristiano vide gli orrori della persecuzione di Decio. Seppe che un cognato, cupido dei suoi beni, stava per denunciarlo ai giudici pagani. Allora, all’età di 16 anni, Paolo fuggì nel deserto, ripromettendosi di aspettare la fine della persecuzione. Dio invece lo ispirò diversamente ed egli non si mosse più dalla sperduta caverna ombreggiata dalla palma. Vi restò per 90 anni, sempre solo, ignorato da tutti. Sentiva ormai imminente la morte, e l’annunziò a Sant’Antonio, chiedendogli il mantello che questi aveva ricevuto in dono da Sant’Atanasio, il grande Patriarca di Alessandria. Arracando tra le lacrime Antonio ritornò alla sua celletta, prese il mantello, ripercorse la strada fino alla grotta. Quando vi giunse, l’anima del vecchissimo solitario era già salita al cielo. Antonio non potè fare altro che avvolgerne il corpo esanime nel mantello del Patriarca, calandolo poi in una fossa scavata da due leoni del deserto. |
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